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Società Anonima Italiana Gomma Sintetica
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Contents
• Storia
• Note
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Storia
Nel mwdw1939 la società mweaPirelli, abbandonati i progetti di trovare un succedaneo al mweqlattice mweghevea brasiliensiscite-ref-1[1] di cui si prevedeva l'interruzione degli afflussi per l'immanente guerra, decise di puntare, con l'aiuto dei mwfwIRI, sulla produzione di mwgagomma sintetica.
Il 14 settembre mwgg1939 viene così fondata a Milano mwgwSocietà Anonima Italiana Gomma Sintetica partecipata al 50% da IRI ed al 50% da Pirelli.
Nel mwhq1949 i due azionisti cedono SAIGS a mwhgMontecatini.
Produzione
Furono avviati due faraonici progetti basati su due tecnologie completamente differenti.
Gomma sintetica da alcol
Lo stabilimento fu costruito nell'ambito del mwiwPolo Chimico di Ferrara. La localizzazione fu scelta per la disponibilità di mwjamelasse da zuccherifici da cui estrarre mwjqalcol etilico e vennero adibiti 50 ettari per la mwjgcostruzione di impianti. La gomma sintetica in quel periodo crebbe d'importanza grazie al suo impiego in fatti bellici, e nel mwjw1942 l'industria poté contare sulle ricerche e le scoperte di mwkaGiulio Natta. Questo stabilimento ebbe un'importanza strategica senza eguali dato il suo ruolo di unico produttore di gomma durante la mwkqseconda guerra mondiale. Gli impianti avevano una capacità annua di 8000 tonnellate di gomma e utilizzavano le tecnologie Pirelli e le conoscenze sviluppate nell'impianto pilota di mwkgMilano mwkwBicocca. Due anni dopo l'avvio delle attività, nel mwla1944, le attività si fermano causa le difficoltà di rifornimento arrecate dai continui bombardamenti. Alla conclusione del conflitto, i danni riportati non furono importanti e, tranne per alcune macchine sequestrate dai mwlqtedeschi, portate a mwlgMerano e recuperate in breve tempo, la lavorazione si poté riprendere occupando 400 operai contro i 1300 del mwlw1943. A quel punto però la situazione commerciale della gomma risultava oramai compromessa data la mancanza di richiesta causata dalla fine della guerra e dalla scarsità della materia prima del processo di mwmaproduzione, l'alcol, che era appena sufficiente per soddisfare le necessità dell'mwmqindustria farmaceutica e di quella liquoriera. Fu allora che lo stabilimento fu ceduto alla mwmgMontecatini.
Gomma sintetica da butadiene
Un secondo processo di fabbricazione a livello industriale fu quello da mwnqbutadiene secondo il mwngbrevetto tedesco di Buna Werkercite-ref-2[2] La collocazione venne scelta a mwowTerni perché il butadiene aveva come suo precursore l'mwpaaldeide acetica, a sua volta ricavato dal mwpqCarburo di calcio e a mwpgPapigno c'era uno dei pochi centri italiani per la produzione appunto di mwpwcarburo di calcio, con utilizzo dell'mwqaenergia elettrica prodotta dalle mwqqcascate delle Marmore. Nonostante i grandi investimenti fatti, nel 1943 gli impianti non erano ancora produttivi e dopo l'8 settembre furono smontati dai tedeschi e non più riavviati. Nel mwqg1949 il complesso industriale fu riaperto a cura del gruppo Montecatini, che nel mwqw1951 fondò mwraPolymer.
Note
cite-note-11. ↑ Gli sforzi maggiori della mwswSocietà Agricola Italiana Gomma Autarchica erano stati puntati sul mwtaguayule, ma non erano approdati a risultati concreti
cite-note-22. ↑ La Buna è tristemente nota per la produzione di gomma nel mwuaCampo di lavoro di Monowitz